..:::SPECTRA:::... home Interviste Recensioni Playlist SAD SUN MUSIC Links Shop Contatti

 

CLAUD GALLEY

(Membro della prima storica incarnazione dei Death SS e poi nel Paul Chain/Violet Theatre)

"Memorie di uno Zombie"
aprile 2016
............:::::::::::............

[ENGLISH VERSION BELOW]

 

Intervista realizzata da Daniele Manno.

Nota di Daniele: Intervista realizzata a seguito di più corrispondenze a partire dal gennaio 2013 e svoltasi, inizialmente, entro la fine di quell'anno. Successivamente il contatto è proseguito, e la parte successiva alla quindicesima domanda risale a un periodo compreso tra il 2014 e il 2016. Alcune parti hanno subito una revisione con l'intervento dell'intervistato.

Grazie per la tua disponibilità, Claud. Sei ancora attivo nell'ambiente musicale?

Sì, con diversi gruppi. Ma suono cover dal funky/blues al rock e altro....
Non faccio più roba mia da diverso tempo. Per anni sono rimasto lontano dal giro musicale e solo da un anno a questa parte ho ripreso tutti i contatti.
In futuro vedrò... dipende dagli elementi che trovo e la voglia in essi di fare qualcosa....

Cosa ti ha spinto, all'epoca, a lasciare la musica?

Non l'ho mai lasciata totalmente, ma ho abitato per 14 anni in un paese a trenta chilometri da Pesaro, e con il lavoro e famiglia avevo difficoltà a essere fisicamente presente per suonare....

All'infuori della tua militanza nei "leggendari" Death SS e Paul Chain Violet Theatre, quali altre esperienze artistiche hai vissuto?

Gli Horus per un decennio. Un gruppo diciamo etnico-progressivo, che abbracciava diversi generi. Poi, con la scomparsa di un violinista, non abbiamo più fatto nulla se non musica jazz, ma per puro divertimento.

Grazie della info, li cercherò!

Non ci sono in giro. Avevamo fatto qualche demo ed un brano in una compilation, "0721-manicomio" su vinile. Ma credo non si trovi in giro... Ti parlo degli anni '90...

A quando risale la tua entrata nei Death SS?

Nel gruppo sono entrato subito nel '77, credo, come seconda chitarra e successivamente e definitivamente col basso.
Siccome è passato molto tempo e potrei sbagliarmi, al massimo posso dire un anno dopo, nel 1978, in piena epoca punk (in Italia).
Nel '79 infatti sono partito per il militare e noi stavamo insieme già da un pezzo....

Se non ricordo male, sull'album "Whited Sepulchres" di Paul Chain le parti di basso erano tue.
Nonostante il disco abbia delle sonorità quasi stoner, dalla resa sonora anacronistica non si direbbe affatto che sia del '91...

No, infatti la registrazione risale a prima. Purtroppo non so dirti esattamente, perché sono passati tanti anni e non ricordo bene. Comunque il basso l'ho suonato nel pezzo citato sul disco e basta. All'epoca ero già impegnato con un altro gruppo e non seguivo cosa facesse Paul.....

È possibile che risalga più o meno al 1981? In quell'anno deste vita a composizioni "libere" allucinanti e molto all'avanguardia per l'epoca ("Tetri teschi in luce viola" non si scorda...), uscite in seguito su varie pubblicazioni di Paul Chain, similmente a quanto si sente su quel disco.

E' molto probabile. Forse risale proprio al periodo in cui ci stavamo staccando da Steve. Avevamo in contemporanea con i Death SS un trio con me al basso, Paul alla chitarra e Thomas alla batteria. Ed il repertorio era quasi completamente improvvisato (tranne i groove) e ciò andava a compensare dall'altra parte gli schemi musicali tradizionalmente rock.
Quindi deduco che la tua ipotesi sia senz'altro indovinata. Non seguo più da tanti anni tutto questo e sinceramente non ricordo bene. Anche Paul lo vedo di rado....

Quale fu la causa dell'allontanamento di Steve Sylvester dalla band?

Il motivo per cui Steve si è staccato da noi non è mai stato molto chiaro neanche a me, e non sto scherzando, credimi. A quello che mi ricordo all'epoca c'era incompatibilità di vedute tra Steve e Paul, anche per le questioni esoteriche, ma siccome non ho mai seguito queste cose (a me interessava la musica, come del resto in tutta la mia vita), non mi è mai parso chiaro il motivo.
Poi Steve l'ho rivisto dopo tanti anni per incidere dei brani a Firenze con Paul, dopo esserci riuniti per il disco solista di Steve negli anni '90, ma anche lì la cosa durò poco. Evidentemente (forse) due personalità da leader nello stesso gruppo erano incompatibili...

Su questa faccenda si sono sentite più che altro leggende.
Lo stesso Steve Sylvester, intervistato, ha spesso chiamato in causa le pratiche esoteriche in cui era coinvolto.
Storie bizzarre circolarono anche sul ritiro dalla circolazione dell'EP "Evil Metal", che era uscito difettoso o, come dicevano alcuni, "maledetto".
Paul Chain, invece, in passato ha dichiarato che all'origine dell'allontanamento del cantante ci sarebbe stata una lite scoccata tra i due, perché Sylvester avrebbe fatto sì che sulla compilation "Gathered" del 1982 venisse accreditato unicamente lui come autore della canzone "Terror".
Nell'intervista di Marco Cavallini del 1996, inoltre, Chain disse che spesso Steve non si presentava in sala prove ma andava in discoteca, lasciandovi suonare da soli. Come andarono realmente le cose?
Hai preso parte anche tu a "strani rituali" ed escursioni cimiteriali in cui pare che fosse coinvolta la band?

Se posso darti un consiglio prendila come dev'essere presa la cosa (parlo del rapporto Steve - Paul).
All'epoca avevamo si e no vent'anni e c'erano varie influenze musicali ma anche miti a cui guardavamo aspirando al successo. Forse manie da star? Può darsi, ma per me erano solo litigi tra galli nel pollaio. Quindi per conto mio ti consiglio di non andare a fondo perché nessuno saprà mai com'è andata la cosa e lasciamo perdere strani rituali.
E' vero che per le registrazioni avevamo avuto dei problemi, anche quando incidemmo "Chains of Death" la registrazione presentava alti e bassi nel volume e quindi venuto male. Poi se uno ci crede può inventarsi centomila cazzate, ma per uno non credente come me si trattò solo di incapacità tecnica, e se proprio vogliamo esagerare... la chiamerei semplicemente sfiga!
Per quanto riguarda i rituali, non ti posso aiutare perché non ho mai partecipato a nessuna messa nera. Probabilmente loro le facevano ma non rientrava nulla di ciò nel mio modo di vivere.
A volte non c'era Steve, è vero, ma non poteva essere quello il motivo e ti dirò che in tre abbiamo fatto parecchie cose divertendoci.
Diciamo che in tre ci sentivamo più artisti, mentre col gruppo c'era invece la rigidità commerciale che forse era troppo indigesta a Paul. Forse questa è la motivazione più plausibile.
Questo conferma perché i Death SS originari hanno finito di suonare mentre quelli nuovi (con Steve) stanno ancora producendo materiale.
Decisamente lui aveva più spirito commerciale…

Visto che ti sei allacciato alla questione "commerciale" e ai compromessi con il music-business, qual è la tua opinione a riguardo?
In entrambe le incarnazioni avete costituito un esempio delle numerose band - ancora oggi - di incredibile creatività, ma misconosciute perché estranee a logiche di mercato; concepiste uno stile di musica dall'alone "magico" e misterioso, unico, influenzando e guadagnandovi la stima di diversi artisti sia italiani che stranieri (Jello Biafra, Wino, Lee Dorrian, Mario "The Black" Di Donato, Abysmal Grief, L'Impero delle Ombre, Gorgoroth, Ghost...). Con i Death SS anticipaste di decenni l'estetica e la "cattiveria" del black metal, mentre i Violet Theatre (e, a tratti, gli stessi Death SS) furono avanguardia del "doom", poi divenuto popolare in certi ambienti di nicchia.
Penso poi a grandi personaggi come Demetrio Stratos, che grazie a tecniche particolari e sperimentazioni era arrivato ad essere in grado di emettere, con il canto, fino a quattro "voci" contemporaneamente, e a imitare i suoni di alcuni strumenti, senza forse ottenere mai fino in fondo il riconoscimento che avrebbe meritato.

Il discorso non è esattamente così facile da affrontare.
Concordo col dire che la musica (come tutta l'arte) non debba essere condizionata dal denaro, ma è anche vero che fior di musicisti molto bravi hanno dovuto cedere al mercato perché altrimenti non sarebbero andati avanti. Ognuno è libero di scegliere.
È chiaro che a quel punto sta a me decidere se continuare a comprare ciò che producono.
Io fortunatamente ho sempre avuto un lavoro per cui mi potevo considerare slegato da quel concetto. Paul Chain per vari motivi riuscì a mantenersi comunque e quindi poteva permettersi di proseguire per la sua strada. Dico "poteva permettersi" perché non sempre è una nostra scelta e a volte quando sei in condizioni di andare avanti cedi comunque a compromessi.
Nel mio piccolo mi rendo conto che anche con i gruppi con cui collaboro è sempre necessario fare una scelta di brani che permetta di arruffianarti un pubblico, altrimenti non suoni.
Ora poi abbiamo questa maledetta crisi che sta toccando anche a me e ci vediamo costretti a suonare per quaranta o cinquanta euro se va bene. Una volta me ne sarei infischiato, ma ora la situazione è diversa. Quello che posso fare è tenermi le mie idee con la speranza di un cambiamento.
Gli italiani sono bravi musicisti, Stratos l'ho visto tre volte, era unico.
Quello che volevo dire è che oltre oceano e (ancora meglio) in Inghilterra la musica è andata avanti come tutto il resto. Noi nel dopoguerra contavamo quello che c'era rimasto.... Lo splendore l'abbiamo avuto nel passato, non nell'era moderna. Poi certo che diversi musicisti di casa nostra fanno le loro eccezioni, ma in generale dove la scuola funziona meglio anche le teste ne traggono vantaggio.

Mi piacerebbe anche sapere quali sono le tue influenze, i tuoi "amori" musicali. Che musica ascolti oggi?

Io ascolto di tutto, ma in particolare in questo momento sto riscoprendo la musica funky e suono con un gruppo dove facciamo cover sul genere...
Ma mi piace moltissimo il jazz, jazz-rock, la fusion ed il progressive. Insomma, mi piace la gente che "lavora" sullo strumento e sul pentagramma.
E poi umilmente penso di suonare dei generi che sono adatti a quello che sono le mie capacità, l'ascolto invece mi serve per aprirmi sempre di più ed imparare (che non si finisce mai di farlo).
Sarò sintetico: riguardo la musica rock sono fanatico di Led Zeppelin, Emerson Lake & Palmer, Rush.
Nel jazz/rock: Chick Corea, Weather Report...
Naturalmente era solo per avere un'idea, ma l'area di ascolto è vastissima e avrei dovuto citare almeno un centinaio di nomi..... capisci vero?

Nel 1996 è uscito un box antologico intitolato "The Cursed Singles", contenente tra le altre cose i singoli "Profanation" e "The Night of the Witch".
Ufficialmente si tratterebbe delle ristampe di "introvabili" singoli risalenti al primo periodo di attività dei Death SS (1982 circa).
Nella succitata intervista di Marco, però, Paul Chain ha negato che una forma precedente di quei singoli sia mai esistita, e ha dichiarato che i pezzi sono stati registrati negli anni '90, durante il periodo solista di Steve (e poi invece accreditati da quest'ultimo come materiale “storico”).
Nella recente raccolta "The Story of Death SS Part 2" sono presenti, oltre a versioni differenti di queste due, anche "Agreement with the Devil" e "Buried Alive". E anche queste "sarebbero" registrazioni storiche.
Stranamente non erano presenti nella cassetta "The Story of Death SS, vol. 2" pubblicata già a fine anni ’80 dallo stesso Paul Chain, e potrebbero risalire anch’esse al periodo di cui parlava lui.
Puoi confermarmi che erano tutti dei vecchi pezzi dei Death SS, in origine?
Ti ricordi esibizioni live del pezzo "The Night of the Witch"?

Premesso come dicevo che non seguo più il genere di cose, ho i dubbi anch'io sull'autenticità dei pezzi e conoscendolo, sicuramente saranno stati "ripassati" o fatti addirittura di sana pianta.
Tranne “Profanation” (ma forse anche quello, però non vorrei dirti una cazzata) gli altri pezzi li suonavamo già ai tempi dei primi Death SS con lo stesso metodo di composizione, cioè musica di Paolo e liriche di Steve. Allora, della nuova versione di “The story...” però non so dirti niente. Non posseggo l'album e non l'ho neanche mai sentito. All'inizio della serie di concerti coi Death SS, io ne ho persi due. All'epoca ero militare di leva e non so quali brani avessero eseguito in quattro. Forse proprio quelli che dici tu, ma ho forti dubbi.
[Nota di Daniele: la versione di "The Night of the Witch" presente su "The Story of Death SS Part 2” ricorda in maniera impressionante quella ascoltabile nella registrazione del concerto all’Italian Monsters of Rock di Firenze che Steve Sylvester tenne - nel 1993 - con il suo progetto solista all’Auditorium Flog: esiste documentazione video dell'evento. (Il materiale in questione fu stampato su VHS dal Cursed Coven – ovvero il Fan Club ufficiale dei Death SS – nel 1994, con il titolo di “Free Man - Live + Clip” e poi rimasterizzato su DVD nel 2012. Le informazioni sono consultabili sull’archivio online di Discogs.)]

Un'altra cosa che voglio chiederti è se è vero che avete composto "Black and Violet" e "Chains of Death" quando ancora c'era Steve (come talvolta mi è capitato di leggere) e quindi senza Sanctis Ghoram.

Assolutamente no. Su questo sono sicuro.

Sul libretto dell'album "In the Darkness" dei Paul Chain Violet Theatre (1986) ho trovato specificato che la composizione dei brani "Welcome to My Hell" e "In the Darkness" risale a molti anni prima dell'incisione: rispettivamente 1978 e 1979 in piena epoca Death SS. Non so se puoi ricordare ma... per caso le canzoni facevano parte di quel repertorio ed erano quindi cantate da Steve?
Te lo sto chiedendo anche perché furono rifatte per l'album "Black Mass" (1989, n.) come se fossero a tutti gli effetti dei pezzi suoi e nei crediti di quel disco, sul brano "In the Darkness", è accreditato come compositore soltanto lui.

Guarda, non ricordo bene, ma visto le date, Steve era ancora con noi, tuttavia in testa ho sempre avuto la voce di Paolo.
Questo significa che forse c'era un abbozzo dei pezzi ma non sono poi mai stati suonati con Steve.
Poi in quel periodo (ma anche successivamente) portavamo avanti un discorso di improvvisazione con la formazione a tre, cioè senza Steve, e quindi probabilmente le date coincidono.
“Welcome to my hell”, che ben ricordi, mi sembrava che la cantasse Paul.
Steve non l'ho mai sentito cantare questo pezzo. Sicuramente, visto che sono decenni che non seguo tutto ciò, tu sarai sicuramente più informato di me.
Con molta probabilità, con Chain fuori dal gioco, Steve avrà vita facile su dire tutto quello che vuole e col tempo sarà lui ad emergere...a questo punto poco importa per me, che sono lontano anni luce da queste cose (almeno per ora) e quindi mi tocca molto poco la cosa.

Nell'autobiografia di Steve Sylvester, "Il negromante del rock" in cui si può trovare anche una tua intervista, a pagina 166, nell'intervista a Paul Chain (che però parrebbe non aver più concesso interviste dopo la svolta artistica del 2003, manifestando di non voler avere nulla a che fare con il passato e coi Death SS) si legge che tu sei completamente sordo, e la tua sordità è elencata tra le numerose "sfighe" che avrebbero colpito chi è stato membro originario dei Death SS ma poi se ne è distaccato, quasi come in conseguenza della "rottura" di una sorta di "giuramento magico". Cosa mi dici a riguardo?

Ho rilasciato interviste in passato ma sono molto rare e comunque non fanno parte di quelle che hai trovato nel libro di Steve. Il quale ha pubblicato quelle mie risposte, completamente inventate (naturalmente a suo favore). Non mi ricordo di preciso che cosa è scritto, ma sinceramente mi hanno fatto tristezza. Non è nelle mie idee questo genere di cose ed il fatto che la gente beva tutto ciò mi fa capire da che parte stiamo andando.
Mi fa piacere invece che tu te ne sia accorto. Non sono completamente sordo! Ho dei problemi di udito, questo sì, ma non a tal punto di non sentire nulla!
Altre parti di interviste anche da parte degli altri membri, mi sembrano frutto di fantasie.
Uno l'ho incontrato qualche anno fa e non ne sapeva nulla... Lascio a te qualsiasi commento...

Possiedo parecchie registrazioni di concerti dei Death SS, Paul Chain Group e Paul Chain Violet Theatre in Italia, tra 1982 e 1986: per fare qualche esempio ho quella di San Marino del 1984 e la presentazione del "Picture Disc" a Pieve di Cento. Al basso c'eri sempre tu, vero?

A San Marino c'ero io, ma è stato l'inizio della fine, nel senso che abbiamo suonato malissimo con dei suoni orribili.
Non so perché, ma dopo il clima è cambiato... Comunque lì eravamo ancora Death SS e se non sbaglio di lì a poco Paul ha cominciato a fare dei cambiamenti.
A Pieve di Cento, ho suonato io, ma non ricordo esattamente se ero "l'unico bassista", in quanto gli ultimi tempi dividevo il lavoro con Paul Dark, anche perché il "doom" non mi è mai piaciuto.
Naturalmente a San Marino non ricordo assolutamente cosa abbiamo suonato. So solo che si sentiva malissimo (dico sul palco) e di conseguenza suonato malissimo. Ricordo che all'epoca, all'uscita di questo teatro, avevamo messo un grande foglio bianco in modo che, uscendo, la gente potesse scrivere le sue impressioni. A parte una mia ex e pochi altri pensieri positivi, gli altri scritti erano pessimi tanto da pensare al.... linciaggio!
Quella sera suonarono con noi anche gli "Shinning Blade" (se non ricordo male), un gruppo di Bari che conoscevamo.

Nei primi mesi di vita i Death SS avevano aderito al movimento punk, prima di inglobarlo in un altro contesto musicale abbracciando un percorso artistico decisamente differente. Quando entrasti nella band suonavate ancora quel tipo di musica? E sai se esistono testimonianze di quel periodo?

Quando entrai nei Death ss, già non suonavano più punk ma avevano il repertorio che conosci. Però Paolo Catena, che conobbi tramite altri amici, mi aveva già chiesto di entrare con loro quando invece suonavano punk, ma all'epoca cominciavo a crescere e ascoltavo tantissima musica anni settanta, per cui il punk, me lo sono perso ed ho declinato l'invito. E comunque non esistono tracce di quel periodo, avevamo 17 anni di media e si suonava ancora nei garage senza incidere nulla.

Mi è parso che già ai tempi della prima formazione tu fossi abbastanza preparato tecnicamente.
Qualche giorno fa ho ricevuto una cassetta con un concerto del 1981 (Paul Chain group a Pesaro, alla batteria c'era tale Mauro Rossi e al basso tu) e, addirittura, lo stesso Paul l'ho trovato perfino un po' grezzo, istintivo, rispetto alla maestria mostrata di lì a poco.
Sul lato B invece c'è un concerto del 1987 dove suonate una cover dei Dead Boys e dei pezzi totalmente inediti che non avevo mai sentito ("Flowers of Evil", "High Tide Blue" e "Demential Waltzer").

La cosa che tu dici di aver avuto più tecnica di Paul all'epoca, non so se condividerla tanto.
All'epoca se non fosse stato per lui ancora avrei suonato cantautorato italiano. Non che mi dispiaccia, anzi, però non avrei avuto altri mille stimoli per spaziare attorno al pianeta musica e a tutti i suoi rami... Il concerto con Mauro Rossi? Accidenti! Posseggo la cassetta originale e, ti giuro, non mi ricordavo come si chiamasse il batterista! Grazie!
Il resto invece non ricordo. Neanche la cover dei Dead Boys.....

Cosa pensavi della filosofia "magica" e occulta che animava la musica dei due gruppi e dell'usanza di presentare sul palco quell'inquietante scenografia, attorniati da addobbi dal forte significato simbolico-mistico e avvolti in abbigliamento e trucco "orrifico" (con i Death SS) o "da cerimonia" (Violet Theatre), quasi fosse non tanto un evento musicale quanto uno spettacolo teatrale (o rituale)? Qual era il ruolo delle "sacerdotesse" e dei performer sul palco (Milena Lanciaprima, Laura, Mister Rechelys…) nei concerti dei Paul Chain Violet Theatre?
Questo aspetto, diciamo, "coreografico" era già presente nei concerti dei primi Death SS, oppure fu aggiunto in seguito dalla nuova formazione fondata da Steve verso l'avvicinarsi degli anni '90?
Mi riferisco anche agli episodi descritti nel libro, in cui sul palco si sarebbero verificati rapporti sessuali tra Steve ed una donna durante le esecuzioni del brano "I Love the Dead".
Cosa cambiò dunque nella composizione di questa componente teatrale e "grand-guignolesca" nel passaggio dai Death SS al Violet Theatre?

Mi sembra di averti già detto che ero attratto da questa novità, dal fatto di entrare per la prima volta in un gruppo deciso, con idee molto chiare; solo in seguito la parte "ritmica" ha avuto timide entrate volute da me e dal batterista - non veri e propri interventi sulle composizioni, ma linee di basso e batteria decise da noi, quando in precedenza erano decise in modo quasi dittatoriale (non tutto, all'epoca feci l'arrangiamento di chitarra classica di "The Hanged Ballad") [1979, presente su "The Story of Death SS, vol. 2” del 1989, n.d. Daniele] e poi il fatto di suonare truccati, simulando all'epoca i Kiss, mi incuriosiva non poco. La parte filosofica mi interessava a metà, nel senso che tutto quello che riguardava l'esoterismo non mi interessava, ma parallelamente l'idea di usare un tema horror e satanico per rompere con tutte le ingiustizie che vedevamo in giro, lo trovavo interessante. Un pò come la frattura del punk contro tutto il sistema. E' troppo semplicistica questa risposta lo so. Ma un conto è scrivere, un conto è parlare avendo un interlocutore davanti a te in tempo reale.... L'essere truccati significava comunque nascondersi dentro una maschera ed agire quasi non fossimo noi. L'uso della maschera in fondo è anche quello. Estraniarsi per essere un'altra persona. Insomma tutta una serie di cose mi stimolava a stare con loro. Per il resto, sono ateo (anzi, agnostico) e tutto quello che riguarda il modo satanico lo evito e mi fa un pò ridere, anzi, forse mi fanno anche un po' pena le persone che ci sono dentro a tutto questo stare male al servizio di una figura non certo positiva. I concerti si sono svolti nei primi tempi con lapidi, croci, teschi, ecc. ecc.
Poi gli altri concerti sono proseguiti con Ghoram e sulla scena gradualmente diminuivano i trucchi e a volte cambiavano (Chaste a volte portava una maschera).
Le sacerdotesse, che poi era apparsa una sola all'epoca di Steve, era stata messa nuda in una cassa da morto dove Steve durante un pezzo simulava un amplesso. Scena. Tutto lì. Questa performance, nello specifico, ricordo che si tenne in un locale gay, dove il palco era stato allestito con bare vere che erano anche sparse in giro... Sembrava un'esposizione... Poi in seguito, quello che ha fatto con i nuovi non saprei.....
Il passaggio che abbiamo fatto con i Violet Theatre musicalmente non ha portato a grossi cambiamenti. Abbiamo abbandonato il trucco, e ci siamo avvicinati alla "normalità" e all'avere un contatto diretto con il pubblico.
Abbiamo avuto, oltre a croci e teschi, ovviamente, anche vecchi televisori rotti ed un manichino rigorosamente addobbato, gentile concessione di Giuseppe Cardone, un artista di Pesaro scomparso prematuramente.
C'erano personaggi messi li come comparse. Laura Christ spesso andava sul palco come una specie di sacerdotessa. Anche Milena Lanciaprima qualche volta veniva sulla scena a muoversi portando con sé un violino.

Ho sentito dire che Aldo Polverari era una specie di sesto membro dei Death SS. Puoi parlare del suo ruolo all'interno della band? Puoi dirmi qualcosa su Gilas?

Aldo era un nostro amico che girava assieme alle compagnie in comune. Appassionato della musica elettronica e all'effettistica, ha collaborato su dei pezzi con intro e qualche breve apparizione con delle tastiere. L'intro di Terror lo mise lui. Poi adesso su due piedi non ricordo bene. Comunque è stato uno dei primi nel nostro giro ad interessarsi all'informatica e a usarla per la musica.
Gilas è un personaggio che abbiamo conosciuto in un concerto ed è rimasto colpito dalla nostra performance. E siccome suonava anche lui ed aveva una bella voce ha fatto delle collaborazioni ogni tanto con noi e in un concerto a Verona ha cantato un pezzo sul palco.

Sanctis Ghoram è stato deriso da alcuni, che lo hanno visto quasi come un "usurpatore" del posto del primo cantante, mentre dall'altra parte è stato riconosciuto come degno sostituto, sia per le sue capacità vocali e il suo stile particolare (inconfondibile la sua voce "stregata") che per la presenza scenica che manifestava sul palco. Che rapporto aveva con la band, e che opinione/ricordo hai di lui?

Piero (Sanctis Ghoram) era un cantante con esperienza che aveva avuto un passato con altri gruppi. Per me è stato un amico in primis, come cantante è stato coinvolto da Paolo e da lui spinto a cantare senza usare testi, ma improvvisare con la voce, a parte quei brani che tu conosci; negli altri i testi non dicevano nulla (come precisato nei nostri dischi) era solo fonetica.
Comunque persona intelligente, sensibile e attenta al mondo. Era uno di noi e nonostante la differenza di età ci trovavamo spesso ad uscire insieme.

Cosa ha rappresentato l'esperienza dell'apparizione televisiva per i Death SS? Mi riferisco all'evento di Mr. Fantasy del 1984. (E, se non mi sbaglio, anche il primo concerto dei Violet Theatre finì in Rai...)

Riguardo a Mr Fantasy, l'esperienza televisiva è stata interessante per noi provinciali, puoi immaginare entrare in un mondo di volti che prima vedevi in tv. A parte quello, il ricordo mi si è spento quasi subito e stranamente non mi ha lasciato nulla in quanto è stata solamente un'apparizione nel vero senso della parola. Fummo contattati da Beppe Riva che a sua volta era in contatto, penso, con qualcuno che aveva a che fare con il programma. Per me è stata tutta una grossa pagliacciata. Ricordo volentieri, comunque, quel periodo e le speranze che avevamo di fare qualcosa, ma che poi non è cambiato nulla...

Cosa hanno lasciato dentro di te tutte queste esperienze e come hanno segnato la tua passione e il tuo percorso come musicista?

Ad oggi ho macinato tanta musica, ho conosciuto belle persone e tutt'ora continuo a fare musica. Mi sono fatto esperienza sul palco ed ho capito, forse, le persone che meritano attenzione e chi no. Queste sono le cose importanti che mi ha lasciato il gruppo.

- DANIELE MANNO -

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

[ENGLISH VERSION]

Daniele’s note: this interview is the result of several correspondences, beginning in January 13 and lasting, initially, until the end of that year. It was later expanded though, and the part going from the 15th question onwards dates from a period comprised between 2014 and 2016. Some parts underwent revision withthe interviewee’s intervention.

Thank you for your kindness, Claud. Are you still active in the music business?

Yes, I still play with multiple bands - actually just covering songs currently, ranging from funky to blues and some other stuff…
It’s been a long time since I last did anything on my own. I had been out of the business for years, and now it’s been a year since I got back in touch with this world. In the future, I’ll see… It depends on the elements I’ll find and my will to make something out of them...

What pushed you, at the time, to abandon music?

I never really abandoned it, but I lived for 14 years in a place 30kms away from Pesaro and, having to take care of my job and family, it turned very difficult for me to be physically present and available to play with the bands...

Aside from your activity with the “legendary” Death SS and Paul Chain Violet Theatre, what other artistic experiences did you live?

Horus, for a decade. I might define them as an ethnic-progressive band, embracing multiple genres. Then, after the passing of a violinist, we stopped, aside from playing jazz music just for fun.

Thanks for the information, now I’m going to look for them!

They’re not around. In the ‘90s we had done some demos, other than having a song on a compilation, “0721-Manicomio”, on vinyl. But I think that stuff is nowhere to be found...

When did you join Death SS?

I was already there in 1977, I reckon, as the rhythm guitarist, while later I permanently switched to bass. But being that much time has passed and I might be wrong, I could say a year later at most, in 1978, in the middle of the punk era (I mean: in Italy, of course). In fact, in 1979 I was called up for the military service and we had already been playing together for quite some time…

If I’m not mistaken, you also played bass on Paul Chain’s “Whited Sepulchres”. Despite some parts of the album sporting a quasi-stoner sound, judging from the anachronistic production value, at times, I wouldn’t say it sounds like a ‘91 album...

No, in fact the recording had been made much earlier. Unfortunately, I can’t tell you the exact time right now, because so many years have passed, and I don’t remember very well. However, I only played bass on the piece cited on the album [“The Fox in the Park” – Daniele’s note]. At the time it came out, I was already busy with another band, therefore I wasn’t aware of whatever Paul was doing...

Is it possible that it was made, approximately, in 1981? On that year you gave life to some “free”, psychedelic, avant-garde compositions such as “Tetri teschi in luce viola” and others, which later came out through various publications by Paul Chain, similarly to what is heard on that album.

It’s very likely. Maybe it was straight from the time when we were splitting from Steve. Simultaneously with Death SS, we played as a trio consisting of me - bass, Paul - guitar and Thomas - drums. And the repertoire was almost totally improvised (except for the grooves) and that worked as a compensation, on the other side, of the traditionally rock schemes. So, I guess your hypothesis is correct. I haven’t been thinking about this kind of stuff for many years and, sincerely, I don’t remember very well. I’m also not seeing Paul very often, lately…

Why did Steve Sylvester leave the band?

The reason why Steve stepped away from us was never clear even to me (and I’m not kidding you, I swear…). From what I recall, at the time there were incompatible views between Steve and Paul, also due to esoteric matters but, being that I never paid attention to these things - my exclusive interest was music, as in my entire life, after all -, the reason why he went away was never actually clear to me. Then, many years later, I saw Steve once again, to lay down some songs in Florence with Paul, after reuniting for Steve’s solo record in the ‘90s, but once again it all ended very soon. Evidently (maybe) two leading personalities in the same band were incompatible...

On this matter mainly legends have spread around. Steve Sylvester himself, in past interviews, often cited the esoteric practices in which he was involved. Bizarre stories also circulated regarding the withdrawal of the “Evil Metal” EP, which had come out defected or, as some said, “cursed”. Paul Chain, on the other side, declared that the origin of the singer’s departure must be found in a quarrel that had happened between the two of them, because Sylvester had credited himself as the sole author of the song “Terror” in the “Gathered” compilation (1982). In Marco Cavallini’s 1996 interview to Paul Chain, “Filosofia Viola”, Chain added that Steve often didn’t show up at rehearsal, going to the disco instead. How did things really go? Did you also take part in the “strange rituals” and cemeterial excursions and the like, in which the band was rumored to be involved?

Let me give you some advice: take it as it is (I’m talking about the Steve – Paul relationship). At the time we were more or less twenty years old and there were many musical influences, yes, but also myths which we kept contemplating, aspiring to success. Maybe it was the “rock-star delusion”? Maybe, but to me those were just fights between chickens in a henhouse. So, my advice is not to explore on these things too much, because no one will never know what happened, and let’s also forget about the strange rituals. Yes, it’s true, we had some trouble, also, while we were recording “Chains of Death”, we noticed it presented highs and lows in the volume, thus sounding flawed. And if one believes into this kind of things, then they can come up with whatever bullshit, but for a non-believer like me it was all about simple technical incapability or, if we want to exaggerate a bit, I’d call it pure and simple jinx!
Regarding the rituals, I can’t help you, because I never took part in any black mass. They [Steve and Paul] probably did though, but nothing of that had anything to do with my philosophy of life. Sometimes Steve wasn’t there, it’s true, but the reason couldn’t be that one and I’ll tell you the three of us did much stuff together and had a lot of fun. Let’s say the three of us felt more like artists, while the band still had that sort of commercial rigidity much despised by Paul. And perhaps that’s the reason why the original Death SS split up, while the new ones (with Steve) are still producing material. He definitely had more of a commercial spirit...

Given that you introduced the “commercial” topic and the compromises with music-business, what is your opinion on the matter? In both incarnations you were an example of the many incredibly creative bands – still today -, who are destined to remain unknown due to their staying outside of any marketing logic; you managed to create a style of music with a unique, “magic”, and mysterious feeling, influencing and obtaining the esteem of many artists from both Italy and abroad (Jello Biafra, Wino, Lee Dorrian, Mario “The Black” Di Donato, Abysmal Grief, L’Impero delle Ombre, Gorgoroth, Ghost...). Death SS predated the aesthetics and “evilness” of black metal by a decade, while Violet Theatre (and, partly, Death SS themselves) were an avant-garde example of “doom”, a genre which later became quite popular in some underground circles. I’m also thinking about such great personalities as Demetrio Stratos who, thanks to peculiar techniques and experiments had become able to perform with four “voices” simultaneously, while also being able to imitate the sound of some instruments, without ever obtaining the recognition he deserved.

This isn’t easy matter to deal with. I agree by saying that music (as for all art) mustn’t be conditioned by money, but it’s also true that many amazing musicians had to surrender to the music business because, otherwise, they couldn’t have done much. Everyone is free to choose. Now, it’s clear that at that point it’s I who shall choose if I want to go on buying what they produce or not. Luckily enough, I’ve always had a job outside of the music industry, so these things didn’t matter to me. Paul Chain was also able to do stuff for a living and follow its own path. I say he “was able to” because it’s not always a choice we make and sometimes, even when you’re able to move on, you still accept compromises. Insofar as I can in my small way, I realize that, even with the bands I’m currently collaborating with, you always have to choose songs that permit you to attract some audience, otherwise you won’t play at all. Now we also have this damned crisis which is also touching me, and we’re forced to play for 40 or 50 euros at best. Once I wouldn’t have cared, but now things are quite different. The only thing I can do is keep my ideas, while hoping that someday things might be different. Italians are good musicians, I saw Stratos three times, he was unique. What I was trying to say is that on the other side of the ocean and (even better) in England music went on, as all the rest. All while we, in the postwar period, were busy counting what was left... The splendor was in our past, not in the modern age. Then, of course, many musicians from our home country make for some remarkable exceptions but, in general, if school runs well, peoples’ brains are advantaged, in turn.

I would also like to know what your influences are, what your musical “loves” are. What music do you usually listen to today?

I listen to everything, but particularly now I’m rediscovering funky music, playing covers with a band… But I like jazz, jazz-rock, fusion and progressive a lot. I mean, I like people who “work” on their instruments and on the stave. And then, humbly, I think I play genres apt to what my capabilities are, while listening helps me to open up myself more and more and learn (‘cause you never stop doing that). I shall be brief: regarding rock music, I’m fanatic for Led Zeppelin, Emerson Lake & Palmer, Rush. In jazz/rock: Chick Corea, Weather Report… Naturally that’s just to give you an idea, but my listening area is very large, and I should have mentioned at least a hundred names… You get it, right?

In 1996 an anthology box, called “The Cursed Singles”, came out. It contained, among other things, the singles “Profanation” and “The Night of the Witch”. These would officially count as reissues of old singles, now impossible to find, dating back to the first period of Death SS’ activity (circa 1982). In the aforementioned interview by Marco though, Paul Chain denied that a previous form of those singles has ever existed, claiming that those songs were actually recorded in the ‘90s, when Steve was pursuing his solo career, and then qualified by him as early material instead. In the recent compilation, “The Story of Death SS – Part 2” there are also, together with different versions of these two songs, “Agreement with the Devil” and “Buried Alive”. And these would also count as historical recordings. Strangely, they were absent from the “The Story of Death SS, vol. 2” tape, already released in the late ‘80s by Paul Chain himself, and they could date back to the time he was speaking about. Can you confirm that they were at least all old Death SS songs, originally? Do you remember any live performances of “The Night of the Witch”?

As I was saying, I’m not paying attention to this kind of stuff anymore, however I have doubts about the authenticity of those songs, too, and I guess they may have been “revised” or even done from scratch.
Except for “Profanation” (but maybe also that one, I just wouldn’t want to tell you bullshit) we already played those other songs in the early days of Death SS, with the same composition method, that is: music by Paul and lyrics by Steve. Well, actually I can’t tell you anything about the new version of “The Story…”. I don’t own that album and I’ve never even heard it. In the beginning of the first series of Death SS live shows, I missed two of them. At the time I was a conscripted soldier, and I don’t know what songs they played as a four-piece. Maybe exactly the ones you mentioned, but I strongly doubt it.

[Daniele’s note: the version of “The Night of the Witch” found on “The Story of Death SS – Part 2” sounds similar to the one listenable through the recording of a concert held at the Italian Monsters of Rock in Firenze by Steve Sylvester - in 1993 – at the Auditorium Flog, with his solo project: there exists video footage of the event. The material was printed in VHS by Cursed Coven – Death SS’ Official Fan Club – in 1994, with the title “Free Man – Live + Clip” and then remastered on DVD in 2012. Details can be found in the Discogs online archive.]

Another thing I’d like to check is this: is it true that the band wrote “Black and Violet” and “Chains of Death” when Steve was still in (as some sources tend to report), therefore without Sanctis Ghoram?

Not true at all. I’m sure about that.

On the album booklet of “In the Darkness” by Paul Chain Violet Theatre it is reported that “Welcome to My Hell” and “In the Darkness” had both been written many years before they were finally recorded: 1978 and ‘79 respectively, in the midst of the Death SS-age. I don’t know if you can remember, but… can you tell me if the songs were already part of the repertoire and, therefore, sung by Steve? I’m asking you this also because they were remade for the “Black Mass” album (1989) as if they were all in all songs of his and moreover, in some editions of that album, on the song “In the Darkness” he was credited as the sole author.

Look... I don’t remember very well but, judging by the dates, Steve was still with us, anyways I always had Paolo’s voice in my head. That means maybe there were stubs of those pieces, but they were never played with Steve. In that period (but also later) we were moving forward with a concept based on improvisation with the three-piece line-up, and that means without Steve, so the dates probably match. As far as I can remember, “Welcome to my Hell” was sung by Paul. I’ve never heard Steve sing that song. Surely, being that it’s been decades since I’ve last been paying attention to these things, you must be much more well informed than me. With much probability, with Chain out of the game, Steve will have an easy time saying whatever he wants, and, with time, he will prevail… at this point, it doesn’t matter much to me, because I’m light years away from all these things (at least for now), so I’m very little involved in the subject matter.

[The following dialogue refers to the first Italian edition of the book, released in 2011 by Crac Edizioni – Daniele’s note]
In Steve’s autobiography, “The Necromancer of Rock”, in which also an interview with you is found, if you look up at page 166, inside Paul Chain’s interview (whom, until then, I thought had refused all interviews since his artistic turning point in 2003, apparently not wanting to have anything to do with Death SS and the past, in general) it reads that you are totally deaf, and you being deaf is mentioned among the many “jinxes” that would have affected every original Death SS member who leaved the band, as if they had broken some sort of “magical oath”. What can you tell me about all this?

I have given interviews in the past, but they’re very few, and the one you found in Steve’s book is not one of them. There were totally made-up answers in there (all in his favor, naturally); nobody contacted me for the publication of that book. I don’t remember exactly what they wrote, but it really saddened me. This kind of thing is not my taste, and the fact people believe it makes me understand where the world is going. I’m glad that you noticed that indeed. Of course, I’m not totally deaf! Yes, I have hearing problems, I admit it, but not to the point of not being able to hear anything! Also, some other parts in interviews by other members seemed fantasies to me… I met one of them a few years ago and he didn’t know anything about it… Now I let you free to comment as you prefer...

I own some recordings of Death SS, Paul Chain Group and Paul Chain Violet Theatre live shows in Italy, made between 1982 and 1986: for example, San Marino (1984) and the presentation of “Picture Disc” in Pieve Di Cento (1986). The bassist was always you, right?

I was the one in San Marino, but it was the beginning of the end – I mean: we played terribly, the sound was horrible. I don’t know why, but later it seemed that something... that the atmosphere had changed. Shortly after, however, Paul started making some changes. I also played in Pieve Di Cento, but I don’t know if I was the only bassist, because in later years I shared my work with Paul Dark, also due to the fact that I never liked “doom”. Of course, I don’t remember what we played in San Marino. I only know the sound was awful (I mean on the stage) and so we played awfully. I remember that at the time we had placed a great white sheet out of the theatre so that, while coming back from the show, people could write their impressions. Except for a former girlfriend of mine and few other positive thoughts, all the others were awful, and some were even thinking of… lynching us! That evening we shared the stage with Shining Blade (if I’m not mistaken), a group from Bari we knew.

In the first months of their artistic life, Death SS had adhered to the punk movement, before bringing it to another musical context, embracing a quite different artistic path. When you entered the band were you still playing that kind of music? And do you know if any traces of that period survived?

When I joined Death SS, they had already abandoned punk and had the repertoire that you know. But Paolo Catena, whom I met through some other friends of mine, had already asked me to join them when they were still a punk band, but at the time I was beginning to grow up, listening to much music from the ‘70s, so by declining his offer I missed punk. However, there are no traces of that period: we were 17 years old on average, still playing in garages without taping anything.

It seems to me that in the early years you were already technically proficient enough on your instrument. A few days ago, I received a tape with a 1981 concert (Paul Chain Group in Pesaro, with Mauro Rossi on drums and you on bass) and even Paul sounded instinctive and raw, if you compare that with the mastery he would end up showing just a little while later. On the B Side there’s a 1987 concert with a Dead Boys cover and some unreleased songs I had never heard (“Flowers of Evil”, “High Tide Blue”, and “Demential Waltzer”).

I don’t know if I can say I agree that much with that theory of yours about being more technically gifted than Paul at the time. If it wasn’t for him, today I would still be playing singer-songwriter-style music. Not that I dislike it, it’s quite the contrary, but I would have never found a thousand stimuli to space around the music planet with all its branches. That concert with Mauro Rossi? …! I own the original tape and, I swear to you, I couldn’t remember the drummer’s name! Thank you! I don’t remember about the rest, not even about the Dead Boys cover.

What did you think about the “magic” and occult philosophy that animated the two bands’ music, or about the practice of proposing that creepy scenography on the stage, surrounded by props with a strong symbolic, mystical meaning, all while being shrouded in “horrific” (with Death SS) or “ceremonial” (Violet Theatre) garments and makeup? What was the role of the “priestesses” and performers on the stage? Did this other, say, “choreographic” element already appear also in the early shows of Death SS, or was it added later by Steve’s new line-up around the ‘90s? I’m referring to some episodes described in the aforementioned book, according to which Steve would have had actual sexual intercourse with a woman during performances of the song “I Love the Dead”. So, what changed in this theatrical, “grand-guignol” elements in the passage from Death SS to Violet Theatre?

I think I already said once that I was attracted by this novelty, by the fact that I was entering, for the first time, in a confident group with definite ideas; only sometime later the “rhythm” part finally allowed timid contributions from me and the drummer – not actual interventions on the compositions, but, at least, basslines and drum patterns decided by us, while previously they had been decided in an almost dictatorial way (although not everything worked like that, in fact I’m the author of the guitar arrangements on “The Hanged Ballad”) [1979, featured on “The Story of Death SS, vol. 2” compilation - Daniele’s note: thanks to Fulvio Zagato of Paul Chain Official Fan Club]. Other than that, the fact of wearing make-up, simulating Kiss at the time, made me really curious about it all. I was half-interested in the philosophical side of it, in the sense that I wasn’t interested in anything that had to do with esotericism, but at the same time I found that the idea of using the horror and satanic themes to break up with all the injustice we sensed around was very interesting. It was a bit like the fracture that the punk movement showed against the whole system. I know this answer might sound somewhat simplistic, but there is a big difference between writing and speaking to you in real time... However, wearing makeup meant hiding under a mask, almost acting as we weren’t really ourselves. That also is the meaning of the mask, if you think about it. To become estranged to be somebody else. So, many things motivated me in staying with them. As for all the rest, I’m an atheist (or better still, agnostic) and I tend to avoid everything that has to do with the satanic world and it also makes me laugh a bit, or rather maybe I feel a bit bad for all these people who put themselves into pain at the service of a figure which is certainly not positive. In the earliest times we brought tombstones, crosses, skulls etc. to the stage. Then, we went along playing live with Ghoram and thus the makeup was gradually reduced and, sometimes, changed (sometimes Chaste wore a mask). Now to the “priestesses”: in the Steve-era, only one such figure appeared. A woman lied naked in a coffin and Steve, while we were performing a song, faked sexual intercourse. They were simply making a scene... Just that. This specific performance took place in a gay club, where real coffins had been placed on the stage, and were also scattered around the whole room… It looked like an exhibition... Then, later, what Steve did with the new band? I don’t know about that.
The passage that took us from being called Death SS to the Violet Theatre times didn’t bring about big musical changes. We abandoned make up, looking for more of a “normal” approach, having a direct contact with our audience. Other than crosses and skulls, now we were also bringing with us old, broken television sets and a rigorously adorned dummy, by kind permission of Giuseppe Cardone, an artist from Pesaro who passed away prematurely and who, until then, collaborated with us. There were characters who appeared live on the stage as extras. Laura Christ often came up on the stage as a priestess. Milena Lanciaprima sometimes also came on the scene moving, bringing a violin with herself.

I’ve heard that Aldo Polverari worked as a sort of sixth member of Death SS. Can you tell me something about his role in the band? Can you tell me something about Gilas?

Aldo was a friend of us who was fond of electronic music and sound effects. He collaborated with us on some tracks with intros and short appearances with the keyboards. He is the one who put that intro on “Terror”. Now, without thinking about it, I can’t tell you precisely about other contributions of his. However, he was one of the first in our circle to show an interest in computing, using that skill to make music. Gilas was a personage we met at a show. He was amazed by our performance. Because he also played and had a nice voice, he sometimes collaborated with us, also on stage, notably in a live show in Verona.

Sanctis Ghoram is sometimes derided by some people, who see him somewhat as a “usurper” of the first singer’s place, while on the other hand he is often recognized as a worthy replacement, due to his vocal qualities, his peculiar style (that “wicked” voice of his was unmistakable) and his stage presence. What was his relationship with the band, and what is your opinion/memory of him?

Piero (Sanctis Ghoram) was an experienced singer who had had a past with other bands. To me, he was primarily a friend. Paul involved him as a singer, suggesting him to sing without using actual lyrics, but to improvise with his voice instead, except for those songs you well know about; in the other songs the lyrics had no content (as specified in our albums): it was purely phonetics. However, he was a smart, sensitive person, attentive to the world. He was one of us and, despite the age gap, we often hung out together.

What did the experience of the TV appearance represent for Death SS? I’m speaking about the Mr. Fantasy event in 1984. (While also the first Violet Theatre concert ended up being broadcast by RAI...)

Speaking of Mr. Fantasy… that TV experience was pretty interesting for us provincials: imagine entering a world of faces you had only ever seen on the TV screen. Aside from that, the memory vanished almost immediately from my mind and, strangely, it didn’t leave anything significant inside me, because literally it was just an appearance. We had been called by Beppe Riva who, in turn, was in contact with people who had something to do with the show. To me, it was all just clownery… However, I have fond memories of that period and of all the hopes we had at the time of actually doing something, but then nothing changed anyway...

What did all these experiences mean to you and your passion, what mark did they leave on your path as a musician?

As of today, I’ve processed a lot of music, meeting beautiful people, and I still make music today. I gained experience on the stage and now I think I’m quite able to tell the difference between the people who deserve attention and those who do not. These are the most important things the band has given me.

- DANIELE MANNO -